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Stuprate in infanzia dal patrigno, dopo anni lo rintracciano su Fb e lo fanno arrestare

Per anni hanno nascosto il loro terribile segreto. Senza mai confidarsi l’una con l’altra su quanto era accaduto nella loro infanzia, hanno vissuto nel silenzio per vergogna e per pudore. Solo quattro anni fa la verità è venuta a galla e il desiderio di giustizia, a quel punto, ha superato ogni possibile confine spaziale: hanno cercato fino in capo al mondo l’orco che le aveva molestate, distruggendo la loro infanzia, e alla fine lo hanno trovato .

Tre sorelle di Derby, nel Regno Unito, hanno subito abusi dal loro patrigno per anni. Una sofferenza infinita che hanno tenuto dentro per 10 anni, non confidandosi mai su quanto succedeva in quella casa che si era trasformata in un luogo degli orrori. Solo quattro anni fa, in una serata di confidenze, Danielle Michalik-May, 30 anni, e le sorelle Patricia, 25, e Terri-Ann, 24, hanno svelato l’una all’altra il loro terribile segreto scoprendo così che tutte e tre erano state abusate sessualmente da James Lawton, oggi 44 anni, il marito della madre. Decise a rintracciarlo per fargli pagare quanto avevano dovuto subire nell’infanzia, si sono messe sulle sue tracce, lo hanno scovato in Botswana tramite Facebook e sono riuscite a farlo arrestate non appena ha messo piede nel Regno Unito.

Il regno del terrore era iniziato nel 1993 ed è durato fino al 1999. La madre aveva conosciuto James nel locale dove lavorava, poco dopo lo aveva sposato e l’uomo si era trasferito nella loro casa.
«Non è trascorso nemmeno un mese e ha iniziato ad abusare di me e, a mia insaputa, anche delle mie sorelle – ha raccontato Danielle, che ancora oggi soffre di attacchi di panico – Aspettava che mamma uscisse di casa per poi entrare in camera e molestarmi. Ero assolutamente terrorizzata. Avevo solo otto anni e non avevo idea di cosa stesse facendo, ma sapevo che era sbagliato. Speravo solo che non toccasse le mie sorelle e, ingenuamente, ho pensato che se abusava di me avrebbe lasciato Patricia e Terri-Ann». Purtroppo si sbagliava: in quell’incubo senza fine erano finite anche le più piccole. «James mi portava in bagno e mi costringeva a fare sesso orale con lui – ha raccontato Patricia – Avevo solo quattro anni».

Terri-Ann è ancora ossessionata dai brutti ricordi. Non riesce a scrollarsi di dosso l’orrore di quei momenti. «Avevo tre anni – ha detto – Avevo da poco abbandonato il pannolino quando ha iniziato ad abusare di me. Oggi posso dire che non ho ricordi felici della mia infanzia. È solo tutto orribile».

Un orrore che tenevano dentro sotto le minacce dell’orco che intimava loro di non dire nulla alla mamma se non volevano rischiare di restare senza cibo o se non volevano vedere uccisi i loro conigli. «Eravamo tutte terrorizzate da lui – ha ricordato Danielle – Era un uomo violento, brutto, con un temperamento aggressivo. Vivevamo nella paura di non poter dire nulla di ciò che ci stava facendo».

È stato solo nel 1999 che l’incubo è finito. James, come riporta il Daily Mail, venne arrestato per reati sessuali che aveva commesso quando era più giovane nella sua terra nativa, l’Irlanda, e rimase in carcere per tre anni: trascorso quel periodo di lui si sono perse le tracce. «È stato portato via dalla polizia e noi non lo abbiamo più visto – ha detto Danielle – I servizi sociali ci hanno interrogato ma noi non abbiamo avuto il coraggio di rivelare quanto era successo. Un anno dopo mia madre ha ottenuto il divorzio e siamo tornate a parlare di James dopo anni». Ma è stato solo quattro anni fa che le tre sorelle si sono confidate, scoprendo di aver condiviso lo stesso tragico destino. «Per quanto sia stato orrendo – ha detto Patricia – potevamo trovare conforto emotivo l’una nell’altra. È stato allora che abbiamo pensato che dovesse pagare per quanto ci aveva fatto».

Così Danielle, Patricia e Terri-Ann si sono affidate prima a un investigatore privato e, in contemporanea, hanno iniziato una caccia all’uomo sui social.
«L’ho cercato su Facebook – ha raccontato Terri Ann – Non riuscivo a crederci quando ho trovato il suo profilo in cui si diceva che viveva in Botswana con una nuova moglie. Tutto ciò mi ha fatto ribollire il sangue. Non sapevo se aveva figli e non potevo sopportare il pensiero che potesse abusare anche di altri bambini rovinando loro la vita. Ho usato un nome falso e sono riuscita a parlare con lui. Quando ho deciso di rivelare la mia identità, mi ha fatto inviare un messaggio da un finto medico in cui diceva che era morto». A quel punto le ragazze si sono rivolte alla polizia e hanno raccontato tutto: per tre anni gli agenti hanno tenuto d’occhio i suoi movimenti, ma è stato solo quando ha fatto domanda per un passaporto britannico e ha comprato un biglietto aereo per il Regno Unito che hanno potuto agire.

Nel marzo di quest’anno James è stato arrestato a bordo di un aereo appena atterrato a Heathrow: all’inizio di questo mese è stato condannato a 12 anni di prigione per le molestie contro le tre sorelline. Adesso per loro comincia una vita nuova, sperando di riuscire a confinare questo orribile ricordo in un angolo remoto del cervello. «Spero che marcisca in prigione – ha concluso Terri Ann – Per quanto mi riguarda possono buttare via la chiave. Spero solo che non gli sia mai consentito di avvicinarsi a un altro bambino. Nessun altro deve subire quello che abbiamo vissuto noi».

Tratto da “ILMessaggero.it”

L’investigatore Privato scopre la tresca: il giudice allontana la moglie

Infedeltà coniugale

E’ costata cara la relazione clandestina ad una 40enne: è stata allontanata da casa e dovrà pagare gli alimenti. Il giudice ha dato ragione al marito tradito dopo che un investigatore aveva scoperto la relazione segreta di lei

La relazione con l’altro uomo di una donna bassanese è finita in tribunale: a smascherarla le indagini di un investigatore privato. La sposa infedele è stata allontanata da casa e dovrà pagare gli alimenti all’ormai ex compagno.

Come riportato sulle pagine de Il Giornale di Vicenza, i continui impegni lavorativi di lei, 40enne agente assicurativo, la cura con cui sceglieva la biancheria da indossare e altri strani atteggiamenti avevano insospettito il marito, agente di commercio di 45 anni, che ha deciso di assumere un investigatore privato. Per tre settimane il professionista dei pedinamenti ha seguito la donna di nascosto, senza notare nulla di particolare. Alla fine però la relazione clandestina è stata scoperta. Una mattina la 40enne invece che recarsi a lavoro ha incontrato l’amante, un facoltoso uomo d’affari, ad un casello autostradale di Verona. Prima di montare sulla sua Mercedes, lo ha baciato e abbracciato. La scena è stata immortalata dalla macchina fotografica dell’investigatore, che ha poi seguito la coppia clandestina fino ad un elegante hotel di Reggio Emilia.

Dopo la fuga amorosa la donna è tornata a casa come se nulla fosse successo. Viste le foto e scoperta la relazione, il marito ha avuto una reazione composta anche per non impressionare i figli, ma ha subito chiesto la separazione. Negli scorsi giorni il giudice gli ha dato ragione obbligando la compagna infedele a lasciare la casa e a pagare gli alimenti.

Tratto da Vicenzatoday.it

 

Legittimo il licenziamento del dipendente che utilizza il pc dell’ufficio per fini personali

dipendente e pc

No al file-sharing, al porno e all’utilizzo della posta elettronica per scopi personali. Gli ermellini chiariscono definitivamente la vicenda di un licenziamento disciplinare.

La Cassazione, sez. lavoro con sentenza n. 17859 dell’11 agosto 2014 ha rigettato il ricorso proposto dal lavoratore licenziato per motivi disciplinari. Le argomentazioni difensive, proposte nei motivi del ricorso, non sono bastate alla Suprema Corte per ritenere Continua la lettura di Legittimo il licenziamento del dipendente che utilizza il pc dell’ufficio per fini personali

WhatsApp, il servizio di messaggistica viene citato in metà dei divorzi italiani

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WhatsApp protagonista dei divorzi italiani, o almeno in metà di essi. Secondo un report dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti nel 40% dei casi i partner citano il servizio di messaggistica come prova dell’infedeltà del partner.

In Italia si divorzia sempre di più. Sebbene l’ultimo report dell’ISTAT indichi una leggera diminuzione del dato generale, i divorzi nel Bel Paese sono comunque molti: circa 53 mila Continua la lettura di WhatsApp, il servizio di messaggistica viene citato in metà dei divorzi italiani

Investigatori privati per scoprire due dipendenti del Casinò in malattia ma che non erano a casa

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La Casinò Spa ha deciso un vero e propri ‘giro di vite’ per i troppi dipendenti che risultano essere in malattia nelle giornate di maggiore afflusso alla casa da gioco

La Casinò Spa ha avviato un provvedimento disciplinare per due dipendenti della casa da Continua la lettura di Investigatori privati per scoprire due dipendenti del Casinò in malattia ma che non erano a casa

In piazza per Raoul, il 16enne morto sotto a un treno: «Non si è ucciso»

articolo del 22042015

ROVIGO – «Non vogliamo che passi il messaggio che Raoul si è ucciso, non è quella l’ultima immagine di nostro figlio». È questa, da due anni esatti, la priorità per Terenzio Stefani e la moglie Nicoletta, i genitori di Raoul Stefani, 16 anni, di Villamarzana, Continua la lettura di In piazza per Raoul, il 16enne morto sotto a un treno: «Non si è ucciso»